Benvenuti in Sybot
Sybot è una piattaforma low-code per progettare, organizzare, eseguire e monitorare processi digitali. Riunisce automazione, modellazione BPMN, integrazione dati, interfacce operative, analisi e conoscenza documentale in un unico ambiente.
Accesso e provider
Nella pagina di accesso può essere presente una tendina Provider. Le opzioni dipendono dalla configurazione della propria installazione e possono includere l’account locale Sybot o il sistema di identità aziendale.
Con un provider a credenziali, selezionare l’opzione corretta e inserire username e password. Con un provider che usa il login aziendale, il pulsante prosegue verso la pagina di autenticazione dell’organizzazione e riporta poi automaticamente a Sybot. Ruoli, profili e funzionalità visibili vengono sincronizzati secondo le autorizzazioni assegnate.
Se il provider atteso non compare o l’accesso aziendale non è disponibile, non provare ripetutamente credenziali diverse: contattare l’amministratore dell’installazione indicando il provider selezionato e il messaggio mostrato, senza comunicare la password.
Durata della sessione
La sessione può terminare dopo un periodo di inattività oppure al raggiungimento della durata massima stabilita dall'amministratore. In entrambi i casi le nuove richieste della pagina non possono proseguire e Sybot torna all'accesso mostrando il motivo della disconnessione. Prima di lasciare inattivo un editor, salvare quindi le modifiche che si desidera conservare.
Durante la navigazione Sybot verifica la sessione e i permessi usando i dati applicativi locali. Un provider aziendale viene contattato nuovamente soltanto quando è richiesta una nuova autenticazione; l'eventuale accesso automatico dipende dalla sessione ancora attiva presso il provider dell'organizzazione.
Da dove si comincia
Il punto di censimento è Sybot Studio. Nel Catalogo sono raccolti gli oggetti che l’utente può consultare in base ai propri permessi:
- Workflow Sybot, per automazioni low-code basate su task;
- BPMN, per la modellazione di processi;
- Viste Utente, per interfacce e dashboard operative;
- Modelli Semantici, per organizzare e interrogare i dati;
- Progetti, per raggruppare oggetti, membri e responsabilità.
Le funzionalità effettivamente visibili dipendono dai moduli abilitati e dal profilo dell’utente.
La creazione, l’importazione, l’esportazione e la modifica degli oggetti avvengono nel Designer Workbench, che mantiene gli editor in schede interne.
Cosa consente di fare
Progettare e orchestrare
Il Workflow Designer permette di comporre processi trascinando task nel diagramma, configurandone parametri, condizioni di uscita, dipendenze e gestione degli errori. Sono disponibili task per file, dati, comunicazioni, API, sistemi remoti, AI, LightHouse, Viste Utente e Modelli Semantici.
Integrare dati e applicazioni
I workflow possono acquisire, trasformare e distribuire dati tramite database, API REST e SOAP, file strutturati, posta elettronica e connessioni predisposte dagli amministratori.
Coinvolgere gli utenti
I task umani e le Viste Utente permettono di affiancare alle automazioni attività di verifica, approvazione e consultazione. I processi BPMN offrono un ulteriore livello di modellazione dei flussi collaborativi.
Lavorare con conoscenza e dati
LightHouse organizza documenti, immagini, collection e generazione di contenuti. I Modelli Semantici rendono riutilizzabili entità, relazioni e misure. Sybot Light fornisce assistenza contestuale e accesso alla Document Library.
Eseguire e monitorare
Le aree Esecuzioni, Logs, Attività e Dashboard consentono di avviare workflow, pianificarli, seguire lo stato delle esecuzioni, analizzare i singoli task e intervenire sulle attività assegnate.
Percorso consigliato
- Aprire Sybot Studio per consultare il Catalogo.
- Consultare l’organizzazione dei Progetti.
- Aprire il Designer Workbench e creare un Nuovo Workflow.
- Imparare a usare il Workflow Designer.
- Approfondire Workflow e iniziare dai task di controllo del flusso.
- Consultare Esecuzioni e Logs per il monitoraggio.
Principi di utilizzo
- Utilizzare nomi e descrizioni riconoscibili.
- Associare gli oggetti ai progetti e ai ruoli corretti.
- Provare i workflow con dati non sensibili prima dell’uso operativo.
- Verificare condizioni di uscita, percorsi di errore e risultati.
- Non inserire password, token o segreti nei nomi, nelle descrizioni o nei messaggi condivisi.